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UN ANGOLO DI VITA
Alcuni spunti per la riflessione
LA MADONNA :
Flora ha voluto la statua della Madonna in tutte le case, nelle quali ha operato. Sul percorso, prima di arrivare a Lei, la statua della Madonna "accoglie chi entra e accompagna chi esce".
“Vedi, se tu guardi la statua della Madonna, tu sei a posto; il tuo occhio è contento, il tuo corpo materiale ha quel tanto che gli basta. Ma intanto, che fa l'anima? Si solleva dalla terra verso il Gelo; attraverso la statua ella vede Maria; dal visibile passa all'invisibile. Così deve essere: le creature, guardando noi, devono sollevarsi, devono sentirsi innalzare al di sopra di noi, a Dio stesso” (La Madonna ad un Piccolo Fior del campo, Flora Manfrinati)
LA TOMBA :
12 marzo 1954-12 marzo 2004: dopo 50 anni Flora ritorna a casa ed è di nuovo tra noi.
"E amo la morte, perché da essa comincia la vita! A Pasqua ho detto: sarà la mia ultima Pasqua quaggiù...". Specchiamoci bene davanti alla morte, distacchiamoci da noi dagli affetti, dalle viste .... Che cosa sono tutte le nostre paure, i nostri dolori? Pensiamo alle foglie che cadono e ritornano più belle in primavera".
Il Vangelo ci riferisce una frase significativa di Gesù: "La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata testata d'angolo, dal Signore è stato fatto questo ed è mirabile agli occhi nostri" (Mt. 21, 42, da Sai 117 [118], 22-23). La pietra scartata dalle autorità, da quelli che contavano nel mondo ebraico è proprio Gesù. Lui stesso lo afferma citando un salmo allora assai conosciuto e già letto in senso messianico. Ma noi possiamo, senza destare meraviglia, applicarlo alla nostra Venerabile Flora. Chi la conobbe veramente e senza pregiudizi, alcuni membri della Chiesa stessa, con il senno di poi, ravvisano in Lei quella pietra, scartata un tempo dalla società scolastica per le sue piaghe, sottomessa sempre a qualcuno nel lavoro e nell'apostolato, rifiutata in qualche ambiente sedicente per bene, tenuta in poco conto per la sua umiltà, e ora diventata testata d'angolo. (Omelia di Mons. Giovanni Luciano in occasione della traslazione delle spoglie mortali della Venerabile Flora-Torino 12 marzo 2004)
LA ROCCIA:
Tutta la struttura è realizzata in pietra di Lucerna : le lastre della tomba (500 kg) la fontana in tre blocchi (1.000 kg), i sedili e il camminamento nel giardinetto. La roccia è tema di grandi implicazioni bibliche e teologiche: Dio roccia – Cristo roccia scartata – la Chiesa fondata sulla roccia – Pietro chiamato ad essere Pietra (Kefa) – Maria, gioiello incastonato nella roccia, modello della Chiesa.
Una domanda emerge: su chi vogliamo costruire la nostra vita di credenti?
"La roccia del mio cuore è Dio" (salmo 72,26) "Lui solo è mia rupe e mia salvezza, mia roccia di difesa" (salmo 62,3-7) "Ti amo, Signore, mia forza, Signore, mia roccia in cui trovo riparo" (salmo 18)
“E quella roccia era Cristo” (1 Cor. 10,4) La pietra di fondazione, perché conoscere Cristo vuol dire trovare alla fine quella stabilità che una fede va a cercare. Ma, paradossalmente, è anche una pietra d’inciampo, cioè una pietra di decisione, di scelta. Quando tu entri nel credere, incontri Cristo, che è la risposta; ma c’è anche il rigetto, il rifiuto, che è alla base della libertà umana.
“Stringendovi a Lui, pietra viva, rigettata dagli uomini, ma scelta e preziosa davanti a Dio, anche voi venite impiegati come pietre vive, per la costruzione di un edificio spirituale, per un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, per mezzo di Gesù Cristo. Si legge infatti nella Scrittura: "Ecco, io pongo in Sion una pietra angolare, scelta, preziosa e chi crede in essa non resterà confuso".
"Chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, è simile ad un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiume, soffiarono i veni e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, è simile ad un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa ed essa cadde, e la sua rovina fu grande". (Mt. 7,24-27)
IL Signore non è,soltanto il luogo della sicurezza, ma anche il luogo della pace, dell'intimità, della serenità (per questo in ebraico si usano vocaboli diversi per indicare la rupe, la roccia, la fortezza), e tante volte troviamo immagini che mostrano una sorta di grembo protetto, attraverso il quale ci si trova tutelati, sicuri, mentre fuori imperversa la tempesta.
LA CROCE
La tomba ha una forma di croce incompleta : manca una parte del braccio verticale, quella frontale dove ci troviamo noi. È la nostra parte di croce, quella che ciascuno deve abbracciare, come ha fatto Flora.
Flora ha abbracciato la sua croce fin dalla più tenera età. “Innamorata della croce, ne fu figlia genuina. Lungi dallo sgomentarla, la croce ebbe per lei attrattive che confinano con la santa follia. La croce fu il suo amore struggente, il suo solo rifugio valido, la sua leva onnipotente. La croce la cantò con l'ardore di San Paolo e con la mistica tenerezza di San Giovanni della Croce. E Dio amò un’anima di questa tempra nella sua maniera di amare, crocifiggendola” (Da “I santi ci sono ancora” di Domenico Mondrone).
Pensieri di Flora sulla croce : · “O Croce, mia inseparabile compagna, pegno della mia salvezza, dammi la forza, perché io possa crocifiggere in terra tutte le mie passioni, tutte le esigenze delle mie carni, tutti i miei affetti, tutto il mio io!". · "La nostra ricchezza è la croce. Il Signore la da per darci il merito. È necessario al nostro cuore di soffrire; ringraziamo il Signore. Come il corpo ha bisogno del pane per vivere, l'anima del Pane Eucaristico per sostenersi, il cuore ha bisogno della croce per santificarsi". · "II Signore la croce ce l'ha messa dietro e non davanti, perché altrimenti ci saremmo spaventati troppo". · Solleviamoci in alto per dire: "Signore, oggi ho avuto la Croce alle spalle; non davanti, ma dietro me l'hai messa; se fosse stata davanti e l'avessi vista, che avrei fatto? Sarei caduta. Come sei buono, o Signore! Meditiamo la Croce".
L’ACQUA :
Una conca grande, martellata a mano nella roccia, dalla quale sgorga l’acqua rappresenta Dio fonte della vita. Un cataletto congiunge quella conca ad una più piccola, che rappresenta Flora, la quale si è riempita di Dio. Il suo traboccare d'amore di Dio ha dato origine a un grande bacino, l’Opera di Nostra Signora Universale, da cui escono rivoli di carità e di apostolato.
“Mosè colpisce la roccia e ne sgorga acqua per tutto il popolo” (Esodo 17,5). San Paolo, rileggendo questo episodio dopo la morte e risurrezione di Gesù, ne comprende il senso profondo : “E quella roccia era il Cristo” (1 Cor. 10,4). Da quella roccia, segno di siccità, di aridità, di sterilità, è uscita dunque l’acqua che dà la vita. L’acqua come simbolo del nostro Battesimo. Come viviamo il nostro Battesimo?
I FIORI E LE ROSE : Questo luogo è il suo “giardinetto delle rose”, coltivato da lei dal 1950 al 1954.
Si sono conservate ancora alcune delle sue rose che assieme ad altre piante fioriranno in tutte le stagioni dell'anno: rose, crocus, muscari, ellebori, lobelia, prunus, calicantus, …
Alvise alla mamma in attesa di Flora: “So che il Signore le affiderà una creatura. Sarà una bella bambina. Dall’intelligenza sarebbe maestra, dalla volontà di Dio sarà votata alla sofferenza. La chiamerà Flora, perché amerà tanto i fiori”.
Poco prima della sua morte, Flora disse : “Lina non voglio andare sotto terra. ma se mi seppellisci nel giardinetto delle rose …” che aveva fatto lei e che si trova dietro la Cappella, vicino al Tabernacolo" (da "Una vita per gli altri" di V. Felisati).
Flora non è mai andata a scuola e non ha mai letto libri, citava però con precisione il Vangelo, e dal suo cuore sgorgavano preghiere alla Madonna, “Regine delle rose” : “Regina delle rose, scendi porta il tuo profumo, affinché le anime smarrite si orizzontino verso Te, Madre del Giglio delle convalli …”
Fu grande educatrice e seppe trarre dalla natura numerosi riferimenti pedagogici : la corolla, lo stelo, le radici dell’albero, il profumo dei fiori … “Le mie non sono prediche, ma fiori buttati, e ciascuno prende ciò che serve”. “Tutti i fiori hanno le loro caratteristiche e sarebbe un errore e una impossibilità il voler cambiare colore e forma alla corolla, mentre si può radrizzare lo stelo e togliere gli eventuali petali brutti”. Con l’albero della fede mettere le radici e star fermi. Lasciate che i rami siano pure agitati dal vento..."
"Cercare le scuse per compatirci è l'unico libro del diavolo; lascia che il rimprovero scenda come pioggia su di un fiore in un terreno arido". "Le rose più belle sono attaccate alle spine, le grazie più belle nascono dalle lacrime. Soffrire ringraziando, dicendo: "Va bene così".
I SEDILI PER LA SOSTA :
Due sedili di pietra, davanti alla tomba, dove poter sostare e meditare. È un richiamo alla nostra vita, all'esigenza di fermarci a pregare e a riflettere sui grandi valori della vita e della fede.
"Dio non ama i! rumore, ma il silenzio dell'anima raccolta" "Facciamoci santi...".
IL CIELO :
La volta di questa tomba è il Cielo.
“Facciamoci coraggio : guardando su diritto in cielo non si vedono le montagne; esse si vedono quando non si guarda dritto in cielo”.
“Il mio campo di battaglia è ovunque, la mia bandiera, la mia patria è il Cielo, il mio aeroplano il cuore di Gesù... Con questo io voglio riparare tutti i peccati dell’umanità e far prigionieri i demoni e portare tutte le anime in Paradiso.”
LA LUCE:
Di notte si accendono le luci per illuminare il cammino del pellegrino, simbolo dell'uomo d'oggi che cammina nelle tenebre, ma con Cristo, luce del mondo, non perde la strada verso la salvezza.
Un GRAZIE agli Architetti Chiara Negri e Massimo Cinti che, con grande passione hanno collaborato per realizzare questo "angolo di vita" |
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